Screening del tumore del colon: perché la prevenzione è fondamentale

20 agosto 2026

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Screening del tumore del colon: perché la prevenzione è fondamentale

Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più diffuse nella popolazione adulta. In molti casi si sviluppa lentamente a partire da lesioni inizialmente benigne, come i polipi adenomatosi, che nel corso del tempo possono trasformarsi in forme maligne. Individuare e rimuovere queste alterazioni precocemente permette quindi di intervenire prima che la malattia raggiunga uno stadio avanzato.


Lo screening del tumore del colon rappresenta uno degli strumenti più efficaci per proteggere la propria salute, anche quando non sono presenti disturbi intestinali evidenti. Il Dott. Sandro Sferrazza, gastroenterologo attivo ad Agrigento e Palermo, sottolinea l’importanza di aderire ai programmi di prevenzione e di valutare con lo specialista il percorso più appropriato in base all’età e ai fattori di rischio individuali.


Che cos’è lo screening del tumore del colon-retto?

Lo screening comprende una serie di controlli rivolti alle persone che non presentano sintomi, con l’obiettivo di individuare eventuali lesioni precancerose o un tumore in fase iniziale. Non bisogna quindi aspettare la comparsa di disturbi per iniziare a occuparsi della salute del proprio intestino.


In Italia, il programma organizzato più diffuso prevede la ricerca del sangue occulto nelle feci, generalmente effettuata ogni due anni nelle persone di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Alcune Regioni estendono l’offerta fino ai 74 anni. Il test permette di rilevare piccole quantità di sangue non visibili a occhio nudo, che possono essere associate a polipi, infiammazioni o tumori del colon-retto. 


Come si esegue il test del sangue occulto nelle feci?

La ricerca del sangue occulto è un esame semplice, non invasivo e generalmente eseguibile a casa. Il campione viene raccolto utilizzando l’apposito kit e successivamente consegnato secondo le indicazioni ricevute dal centro screening, dalla farmacia o dalla struttura sanitaria di riferimento.


Un risultato negativo indica che nel campione non sono state rilevate tracce di sangue, ma non esclude in modo assoluto la presenza di alterazioni intestinali. Per questo motivo è importante ripetere il test con la periodicità indicata.


Un risultato positivo, invece, non significa necessariamente avere un tumore. Il sangue può dipendere da diverse condizioni, comprese lesioni benigne. In questi casi è però necessario eseguire gli approfondimenti prescritti, generalmente una colonscopia.


Cosa succede se il test risulta positivo?

Quando la ricerca del sangue occulto nelle feci risulta positiva, il programma di screening prevede solitamente l’esecuzione di una colonscopia. Questo esame permette di osservare direttamente la mucosa dell’intero colon e del retto, effettuare biopsie e rimuovere eventuali polipi durante la stessa procedura.


La colonscopia possiede quindi una duplice funzione:

  • diagnostica, perché consente di riconoscere eventuali alterazioni; 
  • preventiva e terapeutica, perché permette di asportare polipi potenzialmente pericolosi. 

La positività del test deve essere sempre approfondita, anche in assenza di dolore o di altri sintomi.


Quando può essere indicata direttamente la colonscopia?

Il programma di screening è rivolto alla popolazione considerata a rischio medio. In presenza di particolari condizioni, lo specialista può invece consigliare una strategia di controllo personalizzata e, quando indicato, una colonscopia.

Una valutazione gastroenterologica è particolarmente importante in caso di:

  • familiarità per tumori o polipi del colon-retto; 
  • precedente riscontro di polipi intestinali; 
  • malattie infiammatorie croniche intestinali; 
  • alterazioni persistenti dell’alvo; 
  • presenza visibile di sangue nelle feci; 
  • anemia da carenza di ferro non spiegata; 
  • perdita di peso involontaria; 
  • dolore addominale ricorrente o persistente. 

In queste situazioni non si parla più soltanto di screening preventivo: la presenza di sintomi richiede una valutazione medica e un percorso diagnostico specifico, indipendentemente dall’età.


Chi dovrebbe sottoporsi allo screening?

In Sicilia, i programmi organizzati dell’ASP di Agrigento e dell’ASP di Palermo si rivolgono attualmente a uomini e donne dai 50 ai 69 anni. Lo screening rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza ed è offerto gratuitamente alla popolazione destinataria. 


L’età, tuttavia, non è l’unico elemento da considerare. Chi ha una storia familiare o personale di patologie colorettali potrebbe dover iniziare i controlli prima dei 50 anni o ripeterli con intervalli differenti. La scelta deve essere stabilita insieme al gastroenterologo, considerando il profilo di rischio della singola persona.


I sintomi da non sottovalutare

Il tumore del colon-retto nelle fasi iniziali può non provocare disturbi riconoscibili. Proprio per questo lo screening è così importante. Quando presenti, i sintomi possono comprendere:

  • sangue nelle feci; 
  • cambiamenti persistenti nella frequenza delle evacuazioni; 
  • alternanza tra stitichezza e diarrea; 
  • sensazione di evacuazione incompleta; 
  • dolori o gonfiore addominale ricorrenti; 
  • stanchezza associata ad anemia; 
  • perdita di peso non intenzionale.

Questi segnali possono essere causati anche da condizioni benigne, ma non devono essere ignorati né valutati autonomamente. È opportuno parlarne con il medico o con lo specialista per identificarne correttamente l’origine.


Prevenzione e stile di vita

Lo screening del tumore del colon consente di agire sulla diagnosi precoce, mentre uno stile di vita equilibrato può contribuire a ridurre alcuni fattori di rischio modificabili.


È consigliabile seguire un’alimentazione varia, ricca di fibre, verdura, frutta e cereali integrali, limitando il consumo di carni lavorate e l’eccesso di carni rosse. È inoltre utile mantenere un peso adeguato, praticare regolarmente attività fisica, evitare il fumo e moderare il consumo di alcol.


Queste abitudini non sostituiscono i controlli raccomandati, ma completano un’efficace strategia di prevenzione.


Screening del tumore del colon ad Agrigento e Palermo

La prevenzione può fare la differenza soprattutto quando viene iniziata prima della comparsa dei sintomi. Partecipare ai programmi di screening, non trascurare eventuali segnali intestinali e approfondire la propria storia familiare sono comportamenti fondamentali per tutelare la salute del colon.

Il Dott. Sandro Sferrazza riceve ad Agrigento e Palermo per visite gastroenterologiche e valutazioni personalizzate. In base all’età, ai sintomi e agli eventuali fattori di rischio, è possibile definire il percorso di prevenzione o di approfondimento diagnostico più adeguato.


Prenota una visita gastroenterologica

Hai ricevuto un risultato positivo al test del sangue occulto, presenti disturbi intestinali oppure desideri sapere quali controlli siano più adatti alla tua situazione? Contatta il Dott. Sandro Sferrazza ad Agrigento o Palermo per richiedere una consulenza specialistica dedicata alla prevenzione e alla salute dell’apparato digerente.

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In condizioni fisiologiche: il bolo alimentare viene spinto verso lo stomaco con movimenti coordinati lo sfintere esofageo inferiore si apre per permettere il passaggio del cibo lo stesso sfintere si richiude per evitare la risalita dei succhi gastrici. Quando uno di questi meccanismi è alterato, può verificarsi una compromissione della funzionalità esofagea. Reflusso gastroesofageo e alterazioni della motilità Il reflusso gastroesofageo è una delle condizioni più comuni associate a un’alterata funzionalità esofagea. Si verifica quando il contenuto acido dello stomaco risale nell’esofago, causando irritazione della mucosa. Tra le principali cause legate alla funzionalità esofagea troviamo: ridotta pressione dello sfintere esofageo inferiore alterazioni della peristalsi esofagea svuotamento gastrico rallentato. Queste condizioni possono favorire episodi frequenti di reflusso, con sintomi come bruciore retrosternale, rigurgito acido e difficoltà nella deglutizione. Sintomi legati a una disfunzione esofagea Le alterazioni della funzionalità esofagea non si manifestano sempre nello stesso modo. I sintomi possono variare in base alla gravità e alla causa del disturbo. Sintomi più comuni I segnali più frequentemente riportati includono: sensazione di bruciore al petto (pirosi) rigurgito di materiale acido o amaro difficoltà o dolore durante la deglutizione (disfagia) tosse persistente o raucedine. In alcuni casi, il reflusso gastroesofageo può essere associato a sintomi extra-esofagei, come problemi respiratori o irritazioni della gola. Acalasia esofagea L’acalasia esofagea è un disturbo della motilità caratterizzato dalla difficoltà dello sfintere esofageo inferiore a rilassarsi e dalla perdita della normale peristalsi. Questo impedisce il corretto passaggio del cibo nello stomaco, causando disfagia, rigurgito e sensazione di blocco. 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