Resezione dei polipi del colon: perché è importante rimuoverli

8a08c85b_user • 21 settembre 2026

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Resezione dei polipi del colon: perché è importante rimuoverli

I polipi del colon sono formazioni che si sviluppano sulla mucosa interna dell'intestino e che, nella maggior parte dei casi, possono essere individuate durante una colonscopia. La loro scoperta non significa necessariamente essere in presenza di un tumore: molti polipi sono infatti benigni. Alcune tipologie, tuttavia, possono nel tempo andare incontro a trasformazioni e rappresentare lesioni precancerose.

Per questo motivo, quando indicato, l'individuazione e la resezione dei polipi del colon rappresentano un passaggio importante nell'ambito della prevenzione del tumore colorettale.

Il Dott. Sandro Sferrazza, che riceve a Favara, in provincia di Agrigento, e a Palermo, si occupa della valutazione e del trattamento delle patologie dell'apparato gastrointestinale.


Cosa sono i polipi del colon?

I polipi sono escrescenze che originano dalla mucosa del colon e possono presentarsi con dimensioni, forme e caratteristiche differenti. Alcuni sono peduncolati, cioè collegati alla parete intestinale attraverso una sorta di piccolo peduncolo, mentre altri possono avere una conformazione più piatta.

La presenza di un polipo spesso non provoca sintomi. Proprio per questo la diagnosi può avvenire durante una colonscopia effettuata nell'ambito di programmi di screening oppure prescritta per approfondire sintomi o condizioni specifiche.

In alcuni casi possono comparire manifestazioni come presenza di sangue nelle feci, alterazioni dell'alvo o anemia, che richiedono un adeguato approfondimento medico.


Come avviene la resezione dei polipi del colon?

Quando durante la colonscopia viene identificato un polipo, il medico valuta caratteristiche quali dimensioni, forma e posizione per stabilire come procedere.


Molti polipi possono essere rimossi direttamente per via endoscopica durante la colonscopia. Questa procedura prende generalmente il nome di polipectomia endoscopica.


A seconda delle caratteristiche della lesione possono essere utilizzate tecniche e strumenti differenti. Per polipi di maggiori dimensioni o con caratteristiche particolari possono essere necessarie tecniche endoscopiche più avanzate oppure una diversa strategia terapeutica, definita dopo un'attenta valutazione del singolo caso.

L'obiettivo è ottenere una rimozione efficace della lesione preservando, quando possibile, l'integrità della parete intestinale.


Perché i polipi rimossi vengono analizzati?

Dopo la resezione, il tessuto prelevato viene generalmente inviato all'esame istologico. Si tratta di un passaggio fondamentale perché consente di stabilire con maggiore precisione la natura del polipo e le sue caratteristiche microscopiche.

L'esame permette inoltre al medico di programmare gli eventuali controlli successivi.

Non tutti i pazienti, infatti, devono ripetere la colonscopia con la stessa frequenza. Il programma di sorveglianza viene definito considerando diversi elementi, tra cui numero, dimensioni e caratteristiche istologiche dei polipi, qualità dell'esame e storia clinica individuale.


Rimuovere i polipi significa fare prevenzione

Uno degli aspetti più importanti della colonscopia è la possibilità non soltanto di osservare l'interno del colon, ma anche di intervenire su determinate lesioni durante l'esame.

Alcuni polipi, in particolare determinate lesioni adenomatose e serrate, possono rappresentare precursori del tumore colorettale. La loro identificazione e rimozione consente quindi di intervenire prima che un'eventuale evoluzione possa verificarsi.

Questo non significa che ogni polipo sia destinato a diventare maligno. La valutazione specialistica e l'esame istologico permettono di comprenderne le caratteristiche e di definire il percorso più appropriato.


Cosa succede dopo una polipectomia?

Dopo la resezione endoscopica di un polipo, il medico fornisce indicazioni specifiche in base al tipo di procedura effettuata e alle condizioni del paziente.

Nella maggior parte dei casi il decorso è regolare, ma è importante rispettare le raccomandazioni ricevute. La polipectomia, pur essendo una procedura endoscopica consolidata, può comportare complicanze come sanguinamento o perforazione, la cui probabilità varia anche in funzione delle dimensioni, della posizione e delle caratteristiche della lesione e della tecnica utilizzata.

Per questo è importante rivolgersi al medico in presenza di sintomi significativi dopo la procedura, seguendo le indicazioni fornite al momento della dimissione.


Quando rivolgersi allo specialista?

La necessità di eseguire una colonscopia o di programmare controlli endoscopici deve essere valutata sulla base dell'età, dei sintomi, della storia personale e familiare e dell'eventuale precedente riscontro di polipi.

Se hai già effettuato una colonscopia con riscontro di polipi oppure devi approfondire disturbi gastrointestinali, puoi richiedere una valutazione specialistica per comprendere quale percorso diagnostico o di controllo sia più appropriato.

Il Dott. Sandro Sferrazza riceve a Favara, in provincia di Agrigento, e a Palermo per visite e valutazioni nell'ambito delle patologie dell'apparato gastrointestinale.

l'intervallo di sorveglianza sulla base dei risultati dell'esame e delle raccomandazioni cliniche applicabili al singolo caso.


Dove riceve il Dott. Sandro Sferrazza?

Il Dott. Sandro Sferrazza riceve nelle sedi di Favara, in provincia di Agrigento, e Palermo. È possibile richiedere una visita specialistica per valutare sintomi, esami già effettuati e l'eventuale necessità di ulteriori approfondimenti.

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In condizioni fisiologiche: il bolo alimentare viene spinto verso lo stomaco con movimenti coordinati lo sfintere esofageo inferiore si apre per permettere il passaggio del cibo lo stesso sfintere si richiude per evitare la risalita dei succhi gastrici. Quando uno di questi meccanismi è alterato, può verificarsi una compromissione della funzionalità esofagea. Reflusso gastroesofageo e alterazioni della motilità Il reflusso gastroesofageo è una delle condizioni più comuni associate a un’alterata funzionalità esofagea. Si verifica quando il contenuto acido dello stomaco risale nell’esofago, causando irritazione della mucosa. Tra le principali cause legate alla funzionalità esofagea troviamo: ridotta pressione dello sfintere esofageo inferiore alterazioni della peristalsi esofagea svuotamento gastrico rallentato. Queste condizioni possono favorire episodi frequenti di reflusso, con sintomi come bruciore retrosternale, rigurgito acido e difficoltà nella deglutizione. Sintomi legati a una disfunzione esofagea Le alterazioni della funzionalità esofagea non si manifestano sempre nello stesso modo. I sintomi possono variare in base alla gravità e alla causa del disturbo. Sintomi più comuni I segnali più frequentemente riportati includono: sensazione di bruciore al petto (pirosi) rigurgito di materiale acido o amaro difficoltà o dolore durante la deglutizione (disfagia) tosse persistente o raucedine. In alcuni casi, il reflusso gastroesofageo può essere associato a sintomi extra-esofagei, come problemi respiratori o irritazioni della gola. Acalasia esofagea L’acalasia esofagea è un disturbo della motilità caratterizzato dalla difficoltà dello sfintere esofageo inferiore a rilassarsi e dalla perdita della normale peristalsi. Questo impedisce il corretto passaggio del cibo nello stomaco, causando disfagia, rigurgito e sensazione di blocco. Una diagnosi accurata, spesso tramite manometria esofagea, è fondamentale per distinguere questa condizione dal reflusso gastroesofageo e impostare il trattamento più adeguato. Esami per valutare la funzionalità esofagea Una corretta diagnosi richiede strumenti specifici che permettano di analizzare la funzionalità esofagea in modo dettagliato. Tra gli esami più utilizzati vi sono: Manometria esofagea La manometria consente di valutare la pressione e la coordinazione dei muscoli esofagei. È particolarmente utile per identificare disturbi della motilità. pH-metria esofagea Questo esame misura la quantità di acido presente nell’esofago durante la giornata, permettendo di confermare la presenza di reflusso gastroesofageo. Impedenziometria Tecnica avanzata che consente di rilevare sia reflussi acidi che non acidi, offrendo un quadro completo della funzionalità esofagea. Importanza di una valutazione specialistica Una valutazione approfondita della funzionalità esofagea è fondamentale per distinguere tra diverse condizioni cliniche e impostare un trattamento adeguato. Non tutti i casi di reflusso gastroesofageo sono uguali: in alcuni pazienti il problema è prevalentemente funzionale, in altri può essere legato a fattori anatomici o infiammatori. Il Dott. Sandro Sferrazza ad Agrigento e Palermo si occupa dell’analisi dei disturbi esofagei attraverso un approccio diagnostico mirato, basato su esami specifici e sulla valutazione clinica dei sintomi. Questo permette di individuare con precisione le cause del disturbo e di definire il percorso più appropriato. Gestione e monitoraggio dei disturbi esofagei Il trattamento dei disturbi legati alla funzionalità esofagea varia in base alla diagnosi. Può includere modifiche dello stile di vita, terapie farmacologiche o monitoraggi periodici. 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